LA PSICOLOGIA DELLE CURE PRIMARIE


Non vi è dubbio che la psicologia di cure primarie sia una delle sfide più importanti per la psicologia, sia nel contesto internazionale che in Italia in particolare, e lo sarà ancora di più nei prossimi anni.

Il motivo è molto semplice. La crisi economica, la mancanza di sviluppo, la carenza di lavoro e di occupazione, l’immobilismo sociale, la sfiducia e l’assenza di prospettiva e di entusiasmo personale e collettivo che caratterizzano in particolare il nostro paese, ma anche larga parte del resto d’Europa, non hanno fatto altro che aumentare il senso di sofferenza, di disagio, di depressione e di ansia che le popolazioni vivono e sperimentano tutti i giorni.

La sofferenza psicologica, il disorientamento, la mancanza di futuro e di entusiasmo, per chi vive e opera nella medicina di base e sul territorio, sono divenute ormai situazioni comuni, quasi una routine quotidiana. Negli ambulatori dei medici di famiglia si presentano persone che tutti i giorni portano i segni del disagio sociale ed economico, unitamente a quello relazionale e psicologico. La crisi ha ampliato il malessere psicologico, e sono sempre più numerosi, ad esempio, i giovani adulti, gli adolescenti, coloro che hanno perso il lavoro o che hanno un lavoro precario, che vanno dal medico a chiedere un farmaco, ma soprattutto per parlare del loro disagio e chiedere un aiuto psicologico mascherato da richiesta farmacologica o da esame diagnostico.

I disturbi mentali comuni, la psicopatologia moderata e lieve, sono di gran lunga la categoria epidemiologica maggiormente presente nella cure primarie. La crisi economica e sociale ha aggravato ulteriormente questa sofferenza. In altre nazioni il modello di PCP (psicologia di cure primarie) è ormai implementato da decenni, e le evidenze scientifiche rispetto ai benefici economici e alla efficacia clinica che essa può generare per almeno parzialmente affrontare e gestire questo disagio sono oramai numerose e ben fondate.

La psicologia di cure primarie, da tempo, e nonostante tutte le difficoltà della situazione attuale, rimane ancora la soluzione più appropriata, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista clinico, per tentare di parzialmente risolvere la situazione di grande disagio sopra descritta.


Prof. Michele Liuzzi
Docente di Psicologia delle Cure Primarie Corso di Laurea Magistrale in Psicologia della Salute - Università degli Studi di Torino
Presidente dell'Associazione PCP-RESEARCH Centro studi psicologia e psicoterapia di primo livello


 
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